Differenza tra tirocinio curriculare, extra curriculare e apprendistato

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Vediamo quali sono le principali differenze tra tirocinio curriculare, extra curriculare e apprendistato

Tutti questi rapporti di lavoro hanno l’obiettivo di inserire figure professionali alle prime esperienze nell’organico aziendale, riservando delle agevolazioni alle imprese e offrendo l’opportunità di accedere al mondo del lavoro ai giovani. Se vuoi delle informazioni specifiche per la tua azienda, puoi prenotare una consulenza gratuita a questo link.

Tirocinio curriculare e extra-curriculare, apprendistato: in sintesi

Sia i tirocini che l’apprendistato sono dei rapporti di lavoro che agevolano l’assunzione di giovani all’interno dell’azienda.

Capendo nel dettaglio cosa sono e come funzionano possiamo definire le principali differenze per inserire nuove figure da professionalizzare.

Tirocinio curriculare: cos’è e come funziona

Il tirocinio curriculare è quel rapporto di lavoro che gli studenti universitari inseriscono all’interno del piano formativo per ottenere i crediti formativi universitari e per permettere un primissimo approccio al mondo del lavoro.

L’obiettivo dei tirocini curriculari è di rendere la formazioni più completa possibile, integrandola a un’esperienza sul campo.

La finalità di questo contratto non è principalmente quella di far ottenere allo studente un contratto di lavoro al termine degli studi.

Per attivare un tirocinio curriculare l’azienda deve affiliarsi all’ente formativo (università, scuola specialistica).

Il tirocinio curriculare non prevede solitamente retribuzione, lo studente riceve  CFU necessari per terminare il percorso accademico ed ha una durata che varia per ogni istituto, ma che non può andare oltre al termine degli studi.

Tirocinio extra-curriculare: cos’è e come funziona

Il tirocinio extra-curriculare è invece quella tipologia di contratto che ha come obiettivo l’inserimento in azienda di una figura senza esperienza.

È il contratto che caratterizza la transizione dalla scuola al mondo del lavoro. E’ promosso da un Ente di solito pubblico (centro per l’impiego o enti similari) e prevede un patto di attivazione con l’Ente stesso ed una convenzione che riporterà tutti i dettagli del tirocinio.

Anche nel tirocinio extra-curriculare non è previsto uno stipendio mensile, ma è previsto un rimborso spese che può variare da regione a regione.

In Toscana, il rimborso spese previsto è di 500€ al mese.

La durata dei tirocini extra-curriculari è, solitamente, di 3/6 mesi, dopo i quali il lavoratore può essere assunto con contratto di apprendistato o, se l’azienda lo ritiene opportuno, con contratto a tempo determinato o indeterminato.

Il tirocinio extra-curriculare permette all’azienda di formare una risorsa 6 mesi alle mansioni da svolgere in azienda, con costi minimi. Non sono previsti infatti costi contributivi, ma solo un’assicurazione per responsabilità civile.

Apprendistato: cos’è e come funziona

L’apprendistato è un rapporto di lavoro che permette ai giovani (fino a 30 anni non compiuti) di accedere al mondo del lavoro, e dall’altro all’azienda di inserire nuove figure professionali riducendo i costi.

Durante il periodo di apprendistato il dipendente viene formato alle mansioni del suo inquadramento.

L’impresa ottiene, oltre alla manodopera, alcuni sgravi fiscali che le permettono di ammortizzare i costi del personale.

Esistono diverse tipologie di contratto di apprendistato, con retribuzione e durata che variano in base al CCNL del settore in cui l’azienda opera.

La durata media è dai 2 ai 5 anni, e la retribuzione generalmente aumenta con l’esperienza.

Ad esempio per un apprendistato con durata triennale, l’apprendista percepirà il primo anno il 75% della paga base che corrisponde alla sua mansione, il secondo anno l’85% e il terzo anno il 93%.

Al termine del periodo di formazione il contratto si intenderà a tempo indeterminato a meno che l’azienda non decida di ritenere non concluso il periodo formativo.

Sia i tirocini che l’apprendistato sono dei rapporti di lavoro che agevolano l’assunzione di giovani all’interno dell’azienda.
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Tirocinio curriculare e extra-curriculare, apprendistato: le differenze e similitudini

Quali sono quindi le differenze fra questi rapporti di lavoro spesso utilizzati per l’inserimento di giovani in azienda?

Innanzitutto la retribuzione: 

  • il tirocinio curriculare non prevede retribuzione;
  • il tirocinio extra curriculare prevede un rimborso spese in base ai regolamenti regionale (500€ in Toscana);
  • l’apprendistato prevede una retribuzione in percentuale rispetto alla paga base degli operatori addetti alla stessa mansione dell’apprendista.

Un’altra differenza è nella durata.

I tirocini sono rapporti di lavoro che prevedono una durata minore, 3/6 mesi, rispetto all’apprendistato, che mediamente ha una durata di 3 anni.

Spesso l’apprendistato è il contratto che viene proposta al dipendente dopo il periodo di tirocinio in azienda, diventandone diretta conseguenza.

Tutti e tre i contratti di lavoro prevedono comunque che il dipendente si formi durante il periodo lavorativo, e per questo sono utilizzati per chi si approccia al mondo del lavoro appena terminati gli studi.

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Tirocinio curriculare e extra-curriculare, apprendistato: quale contratto scegliere

In base alla situazione di partenza della figura professionale che vogliamo inserire in azienda, possiamo scegliere tra le differenti tipologie di rapporto.

In estrema sintesi:

  • Se volessimo offrire l’opportunità a uno studente universitario di approcciarsi al mondo del lavoro, oltre che poterne valutare l’inserimento in azienda, il tirocinio curriculare è il più adatto;
  • Cercando una figura da plasmare all’interno dell’azienda, che non abbia esperienza, potremmo scegliere il tirocinio extra-curriculare;
  • Al termine del tirocinio, oppure se assumiamo una figura che ha già svolto un tirocinio per una mansione corrispondente in un’altra azienda, è il caso di prendere in considerazione il contratto di apprendistato.

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